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Esiste un percorso costiero in Liguria lontano dalla folla? Sentieri consigliati dai residenti per la tranquillità

📅 27 Luglio 2026✍️ di Alessandro Ruggeri⏱️ 6 min di lettura

Cerchi il respiro del mare ligure senza il brusio dei gruppi organizzati e dei selfie in fila? La buona notizia è che la quiete esiste ancora, ma non la trovi sotto i cartelli più fotografati. La ottieni scegliendo orari giusti, ingressi secondari e sentieri che i residenti percorrono tutto l’anno per andare all’orto, al santuario o semplicemente a godersi la macchia mediterranea. Qui trovi criteri chiari e itinerari concreti per farlo già dal prossimo fine settimana.

Come vivi il problema: vuoi mare e silenzio, non la calca

Hai in mente i colori delle Cinque Terre e le baie del Ponente, ma temi code sui gradini, incroci forzati nei passaggi stretti e prezzi “da cartolina”. In più, non vuoi guidare e impazzire per il parcheggio. Quello che vuoi davvero è un percorso costiero con vista aperta, suolo sicuro, accessi con treno o bus, e la sensazione di camminare al tuo ritmo.

Criteri di scelta: come riconoscere un sentiero davvero tranquillo

  • Accessi decentrati: evita imbocchi accanto alle stazioni più famose. Se l’ingresso richiede un bus locale o una rampa di scale in più, la folla si dirada.
  • Quota tra 100 e 300 metri: stai alto sul mare. La vista resta spettacolare, ma chi cerca spiaggia facile non sale. In più, prendi brezza e stai lontano dal rumore della costa.
  • Segnaletica CAI e fondo stabile: punta su percorsi “E” (escursionistico) con pietraie drenanti e passaggi non esposti. Lascia agli esperti i tratti EE o con catene.
  • Orari e stagioni: alba e tardo pomeriggio in primavera e autunno sono l’oro della tranquillità. Evita i picchi tra le 10 e le 16 in estate.
  • Aree protette: dove insiste la tutela, trovi manutenzione, fruizione ordinata e limiti all’accesso motorizzato. In Liguria, diversi tratti ricadono in Rete Natura 2000.
  • Trasporti pubblici: se arrivi in treno e rientri con un bus locale o un secondo scalo ferroviario, riduci l’auto e guadagni flessibilità.

I sentieri consigliati dai residenti: 5 percorsi sul mare con poca gente

1) Sentiero del Pellegrino, Noli – Varigotti (Riviera di Ponente)

Un balcone continuo sul Tirreno tra muretti a secco, gariga e antiche cappelle. È molto amato dai locali perché offre viste di scogliera e calette senza richiedere passaggi tecnici.

  • Perché è tranquillo: gli accessi principali sono a Noli e Varigotti, lontani dai flussi ferroviari diretti. Partendo presto o verso il tramonto lo condividi con pochi.
  • Difficoltà/tempi: E; dislivello moderato; 2–3 ore a/r o 1,5–2 ore solo andata.
  • Accessi: treno fino a Finale Ligure, poi bus per Noli o Varigotti. Rientro in bus dall’altro capo.
  • Consiglio pratico: porta acqua; l’esposizione al sole è marcata. Nei giorni ventosi, copertura anti-vento.

2) Levanto – Salto della Lepre – Bonassola (Riviera di Levante)

Invece della ciclopedonale in galleria, sali sul crinale. Il Salto della Lepre regala una balconata ampia su Levanto e sulla costa che guarda verso il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

  • Perché è tranquillo: chi non vuole salite sceglie la galleria. Tu sali e ti prendi panorama e quiete.
  • Difficoltà/tempi: E; 300–400 m di dislivello; 2,5–3 ore anello o tratta semplice.
  • Accessi: treno a Levanto o Bonassola. Possibile anello Levanto–Salto della Lepre–Bonassola–rientro in treno.
  • Consiglio pratico: scarpe con buona aderenza; alcuni tratti sono su pietra liscia.

3) Anello di Punta Manara, Sestri Levante – Riva Trigoso

Un classico che resta sorprendentemente gestibile fuori dagli orari centrali. Macchia profumata, pini marittimi, falesie e scorci sulle baie di Sestri.

  • Perché è tranquillo: i flussi si concentrano nell’ora di pranzo. Partendo all’alba o dopo le 16 trovi spazio.
  • Difficoltà/tempi: E; 250–350 m di dislivello; 2,5–3 ore l’anello completo.
  • Accessi: treno per Sestri Levante. Se vuoi accorciare, rientra da Riva Trigoso con il treno successivo.
  • Consiglio pratico: in estate, cappello e sali minerali; poca ombra nei tratti esposti.

4) Campiglia – Muzzerone – Portovenere (Tramonti di La Spezia)

Alta via a picco sul blu, meno battuta dei sentieri interni alle Cinque Terre. Falesie del Muzzerone, profilo di Palmaria e arrivo scenografico su Portovenere.

  • Perché è tranquillo: richiede un bus fino a Campiglia e qualche saliscendi; scoraggia i camminatori “mordi e fuggi”.
  • Difficoltà/tempi: E con tratti pietrosi; 3–4 ore. Evita varianti EE verso scale ripidissime.
  • Accessi: bus da La Spezia a Campiglia; rientro da Portovenere con bus o battello (meteo permettendo).
  • Consiglio pratico: bastoncini utili sulle discese di ghiaia. In caso di caldo, valuta partenza pomeridiana con rientro al tramonto.

5) Montemarcello – Punta Corvo (Golfo dei Poeti)

Un bosco mediterraneo fitto che si apre su una delle spiagge più selvagge della Liguria. Il tratto finale è una scalinata impegnativa ma regolare.

  • Perché è tranquillo: l’accesso non è immediato e la risalita scoraggia chi cerca comfort.
  • Difficoltà/tempi: E; 2–3 ore a/r. Evita le ore centrali d’estate.
  • Accessi: bus da Sarzana o Lerici a Montemarcello. In inverno, ancor più silenzio e visibilità cristallina.
  • Consiglio pratico: se non vuoi scendere in spiaggia, fermati ai belvedere lungo il crinale: vista top senza folla.

Errori comuni che rovinano la giornata (e come evitarli)

  • Partire tardi: uscire alle 10 significa condividere ogni sosta. Esci all’alba o dopo le 16, soprattutto da maggio a settembre.
  • Affidarti solo ai “best of”: se tutti vanno lì, tu non andarci nelle ore canoniche. Scegli varianti alte e ingressi secondari.
  • Sottovalutare dislivelli e calore: in Liguria il sentiero sale e scende. Acqua minima 1,5 l a testa in estate.
  • Portare cani su tratti esposti: informati prima sulla presenza di scale ripide o cenge. Meglio un percorso boschivo alto.
  • Ignorare ordinanze locali: frane e chiusure temporanee sono frequenti. Verifica siti comunali o parco prima di partire.

Se fossi al tuo posto: la scelta netta

Se vuoi massimizzare vista e tranquillità con logistica semplice, scegli il Sentiero del Pellegrino Noli–Varigotti al tramonto. Hai sole alle spalle, mare d’argento davanti, rientro in bus e poca gente. Se preferisci la Riviera di Levante, vai su Levanto–Salto della Lepre–Bonassola: salita breve, vedute potenti e rientro in treno in pochi minuti.

Come arrivare senza auto: treno, bus e bici pieghevole

  • Ponente (Noli–Varigotti): treno fino a Finale Ligure o Spotorno, poi bus TPL per Noli/Varigotti. Frequenze buone tutto l’anno; verifica orari festivi.
  • Levante (Levanto–Bonassola; Sestri–Punta Manara): Regionali da Genova e La Spezia ogni 30–60 minuti. Rientro facile da stazioni diverse.
  • Tramonti e Golfo dei Poeti: Regionali fino a La Spezia, poi bus per Campiglia o Montemarcello. D’estate, integra con battelli sul Golfo (meteo e mare permettendo).
  • Bici pieghevole: utile per collegare stazione e imbocco sentiero nei paesi più distanti; ricordati le regole di trasporto ferroviario.

Scegliendo trasporto pubblico riduci emissioni e rumore sulle coste, in linea con la tutela delle aree protette liguri e con la fruizione responsabile dei paesaggi.

Quando andare e cosa aspettarti

  • Primavera e autunno: la scelta migliore. Fiori di cisto, temperatura mite, luce radente per fotografie pulite.
  • Inverno: giornate corte ma limpide, sentieri deserti; occhio al vento e ai terreni umidi all’ombra.
  • Estate: punta all’alba o al tramonto, scegli crinali ventilati e ombra relativa; valuta bagni veloci solo dove consentito e sicuro.

Checklist operativa finale

  • Piano A e B: definisci alternativa più breve in caso di caldo o vento forte.
  • Orario: partenza entro le 7:30 o dopo le 16 (estate); alle 9:00 (mezzastagione).
  • Acqua e cibo: minimo 1,5 l per persona, snack salati, frutta secca.
  • Equipaggiamento: scarpe con grip, cappello, crema solare, antivento leggero, bastoncini per discese ghiaiose.
  • Navigazione: traccia offline, mappa cartacea CAI o pannelli informativi fotografati alla partenza.
  • Sicurezza: verifica bollettini meteo e eventuali chiusure; rispetta divieti e proprietà private.
  • Rifiuti zero: sacchetto personale, niente raccolta di piante o sassi; comportamenti coerenti con aree tutelate.
  • Rientro: orari di bus/treno salvati sul telefono; biglietto acquistato prima quando possibile.

Seguendo questi passi camminerai lungo la costa ligure con il suono delle cicale e delle onde al posto del vociare. È la differenza tra “esserci stati” e “averlo vissuto”. Scegli ora il tuo ingresso secondario, punta i crinali e goditi la Liguria che i residenti continuano a custodire.

Alessandro Ruggeri

Alessandro è cresciuto tra le colline umbre, dove fin da ragazzo ha accompagnato gruppi escursionistici. Oggi si dedica a raccontare le sue avventure in treno e bicicletta attraverso l’Italia rurale, privilegiando mete ecosostenibili e soggiorni in agriturismo. Ama fotografeare paesaggi e condividere itinerari insoliti con i lettori.