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Sabato di agosto in autostrada: si parte prima delle 7 o dopo le 20

📅 26 Agosto 2026✍️ di Stefano Pellati⏱️ 5 min di lettura

Agosto è il mese delle vacanze, quando milioni di italiani si mettono in viaggio verso mare, montagna o città d’arte. Se stai pianificando una partenza per il fine settimana e vuoi evitare le code in autostrada, devi sapere una cosa fondamentale: l’orario conta eccome. Non è solo questione di fortuna, ma di strategia. Ti sei mai chiesto perché alcuni sabati mattina trovi la strada libera mentre altri giorni il traffico è paralizzato? Dipende da quando gli altri decidono di muoversi. E qui entra in gioco la regola che molti non conoscono: se il sabato parti prima delle sette di mattina oppure dopo le venti di sera, hai ottime possibilità di attraversare l’autostrada senza stress.

Il fenomeno del traffico concentrato

Cerchiamo di capire come funziona il traffico estivo. È come quando tutti gli abitanti di un palazzo decidono di scaricare l’acqua allo stesso momento: la tubatura scoppia. In agosto, sui weekend, accade esattamente questo. I dati dimostrano che tra le otto e le quattordici di sabato si concentra il flusso maggiore di auto verso le coste e le mete turistiche. Questo picco è prevedibile, quasi meccanico.

La ragione è semplice: la maggior parte dei vacanzieri vuole godersi la giornata. Dormi un po’ di più al mattino, fai una colazione tranquilla, raccogli gli ultimi dettagli e parti. Alle nove sei già in auto. Moltiplicato per centinaia di migliaia di persone, capisci il disastro.

Il Decreto Legge n. 121/2023 ha introdotto novità sulla gestione dei flussi autostradali durante i periodi critici, cercando di regolamentare meglio i carichi di traffico. Ma il consiglio più semplice rimane: non aspettare che gli altri si muovano.

Partire presto: vantaggi e preparazione

Se scegli di partire prima delle sette di mattina, il sabato di agosto diventa quasi un giorno normale. Non è una esagerazione. Le autostrade sono praticamente vuote fino alle otto e mezzo. Significa che puoi percorrere trecento chilometri in tre ore senza problemi. Prova a farci caso: chi parte di buonora arriva a destinazione quando gli altri sono ancora nel traffico davanti ai caselli.

Quali sono gli accorgimenti? Innanzitutto, prepara tutto la sera prima. L’auto deve essere controllata: carburante, pneumatici, fluidi. Non è romantico, lo so, ma è necessario. Se l’auto si ferma alle quattro del mattino in autostrada, non c’è turismo che tenga.

Secondo punto: mantieni il torpore durante la guida. Non è una gara, quindi non accelerare oltre i limiti. Una velocità costante di 110 chilometri orari è sicura e anche economica. Terzo punto: fare una pausa ogni due ore. Sembra controproducente, ma il corpo ha bisogno di muoversi e la mente ha bisogno di staccare.

Chi parte alle sei di mattina arriva al mare o in montagna intorno alle undici. Questo significa che hai il resto della giornata davanti. Potrai ancora goderti un bagno, una gita, una cena tranquilla senza affaticamento.

L’alternativa serale: il viaggio notturno intelligente

Se il risveglio alle cinque non fa per te, allora considera l’altra finestra: partire dopo le venti. Questo è il momento in cui il flusso in uscita dalle città diminuisce sensibilmente. Chi lavora ha finito, chi deve fare commissioni ha risolto. L’autostrada inizia a svuotarsi proprio quando il sole tramonta.

Viaggiare di notte ha i suoi vantaggi. Intanto, il caldo non è un problema. Secondo, il traffico rimane scarico fino alle sei del mattino. Terzo, se riesci a dormire durante le prime ore, ti svegli già a destinazione. È come riprendere la vita da capo con una batteria carica.

Il rovescio della medaglia: devi essere consapevole dei tuoi limiti. Guidare stanchi è pericoloso come guidare ubriachi, forse più pericoloso perché non te ne accorgi. Se scegli questa strada, porta con te un compagno di viaggio. A turno, uno guida e uno riposa. L’Codice della strada raccomanda esplicitamente di non guidare oltre le quattro ore consecutive senza pausa.

Inoltre, pensa a una cena leggera prima di partire. Non mangiare troppo, non bere caffè in eccesso. Mantieni la mente lucida. La musica di sottofondo aiuta, ma non la musica che rilassa. Scegli qualcosa di energico che ti tenga sveglio.

Evitare gli orari cattivi e i giorni peggiori

Se possibile, non partire tra le nove e le quattordici del sabato. È lo slot peggiore. Durante queste ore, gli incolonnamenti possono raggiungere i venti o trenta chilometri. Quello che dovrebbe essere un viaggio di tre ore diventa un’odissea di cinque o sei.

Inoltre, non fare partenze domenicali se ritorni. Domenica sera è il secondo picco, ancora peggio del sabato mattina perché aggiunge la stanchezza del fine settimana. Se puoi, torna lunedì o martedì. Lo so, significa prendersi un giorno di ferie in più, ma la qualità della tua vacanza migliora di molto.

Controlla anche le previsioni meteo e le eventuali chiusure dovute a cantieri. Con le app moderne come Google Maps o il sistema Viabilità Italia, hai aggiornamenti real-time. Non è garantito, ma almeno conosci i rischi.

Il calcolo finale: quando conviene veramente partire

Ricapitolando: il sabato di agosto, la scelta migliore è tra prima delle sette o dopo le venti. Entrambe le opzioni evitano il grosso del traffico e ti permettono di goderti il viaggio. La differenza principale è il tuo ritmo biologico.

Se sei mattiniero, svegliati presto. Se sei notturno, dormi durante il giorno e parti la sera. Non esiste una soluzione universale, ma esiste la consapevolezza che il timing è fondamentale in vacanza.

Pianifica, preparati, sii consapevole dei rischi e goditi il tragitto. Perché il viaggio non è solo il tratto in autostrada, ma il primo passo verso il riposo che meriti. E se parti al momento giusto, non sarai già esausto quando arrivi.

Stefano Pellati

Dopo un’esperienza decennale come guida nei sentieri dell’Appennino tosco-emiliano, Stefano ha iniziato a scrivere delle sue esplorazioni nei borghi storici italiani. Ha lavorato come accompagnatore di gruppi in barca lungo la costa adriatica e oggi si dedica ai racconti di viaggio legati alle tradizioni locali.