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Escursioni facili intorno ai borghi dolomitici: percorsi brevi con panorami da capogiro

📅 18 Agosto 2026✍️ di Nicola Vassalli⏱️ 5 min di lettura

Chi: famiglie, camminatori della domenica e viaggiatori curiosi. Cosa: percorsi brevi, accessibili e con dislivelli contenuti. Dove: attorno ai borghi delle Dolomiti, tra vallate celebri e paesini in pietra. Quando: con l’arrivo della bella stagione e nelle mezze stagioni, quando i colori si accendono. Perché: per regalarsi panorami da ricordare senza affrontare trekking impegnativi. Negli ultimi mesi l’interesse per le passeggiate slow in quota è cresciuto: è il momento giusto per pianificare una fuga leggera, sostenibile, ricca di vista e di soste buone.

Perché scegliere i borghi come base di partenza

I centri storici dolomitici sono porte d’ingresso naturali a sentieri facili: offrono parcheggi, bus locali e navette stagionali, oltre a rifugi e malghe dove fermarsi con calma. Scegliere il borgo giusto significa ridurre gli spostamenti e guadagnare tempo per l’itinerario. È un approccio coerente con il camminare lento: lo dico per esperienza, dopo i chilometri condivisi lungo la Via Francigena, dove ogni sosta in paese racconta un pezzo di strada.

Ortisei, Selva e Santa Cristina in Val Gardena, San Vito di Cadore, Alleghe, San Candido e Fiera di Primiero sono nodi perfetti per chi cerca percorsi ben segnalati, familiari, con tratti pianeggianti e scorci sulle grandi pareti. Se volete ampliare la lista delle località tradizionali, può essere utile consultare una guida ai borghi meno noti delle Dolomiti, utile per trovare basi alternative e più tranquille.

Cinque percorsi brevi con grandi vedute

Vallunga da Selva di Val Gardena

Un corridoio verde che introduce con gentilezza all’altopiano del Puez. Il sentiero parte dal parcheggio in fondo alla vallata, sale appena e si distende tra prati e larici con pareti verticali ai lati. Tempi: 1,5-2 ore andata e ritorno, dislivello lieve. Perfetto al mattino o nel tardo pomeriggio d’estate. Servizi: fontane in paese, bus di linea, segnaletica chiara. Panorama: Odle e Puez in cornice cinematografica.

Giro del Lago di Braies

È un’icona, ma con la giusta strategia si può vivere in calma. L’anello del lago è di circa 3,5 km: la sponda ovest è la più agevole, quella est presenta scalette e brevi tratti stretti. Tempi: 1-1,5 ore con soste. Consigli: partire prestissimo o in bassa stagione; in estate informarsi su navette e prenotazioni dei parcheggi. Panorama: il Seekofel che scende a piombo sull’acqua turchese. Rispetto dell’ambiente: non abbandonare i camminamenti e tenere il passo lento nelle zone più frequentate.

Anello del Lago di Alleghe e sentiero Ru de Rialt

Dal centro di Alleghe si imbocca la passeggiata che contorna il lago e, per chi ha un po’ di tempo, si aggiunge il facile sentiero naturalistico del Ru de Rialt, con ponticelli e cascatelle nel bosco. Tempi: 1 ora per il solo anello del lago; 2-2,5 ore includendo il Ru de Rialt. Fondo curato, pendenze minime. Panorama: le pareti del Civetta a teatro, luci serali notevoli.

Val Venegia da Pian dei Casoni a Malga Venegia

Ai piedi delle Pale di San Martino, un fondovalle morbido conduce su sterrata ampia fino alla malga. Tempi: 1,5 ore andata e ritorno; dislivello contenuto. In alta stagione è attiva una navetta che limita il traffico privato. Panorama: Castelaz e Vezzana incorniciano pascoli dove la vista corre lontano. Perfetta per chi viaggia con bambini: la ricompensa è una fetta di strudel in malga.

Sulla Lunga Via delle Dolomiti tra San Vito e Vodo

Sull’ex ferrovia che collegava Cortina al Cadore, oggi ciclabile e pedonale, il tratto tra San Vito di Cadore e Vodo offre gallerie illuminate, ponti e scorci su Antelao e Pelmo. Tempi: 2 ore A/R, fondo regolare, pendenze lievi. È una soluzione perfetta quando le cime sono avvolte dalle nuvole: il paesaggio resta aperto, il rumore è quello del torrente Boite.

Quando andare, regole e sicurezza

Primavera avanzata e autunno precoce sono stagioni d’oro: temperature miti, luce radente, boschi che cambiano pelle. In estate meglio le prime ore del giorno o il tardo pomeriggio: i temporali convettivi, frequenti nel pomeriggio, si evitano controllando il bollettino meteo e modulando i tempi. In tasca: acqua, k-way leggero, una felpa, crema solare, cappellino, cartina o traccia offline. In molti comprensori vale una viabilità regolamentata: navette, strade a numero chiuso, limiti d’accesso a tutela di habitat fragili.

Le Dolomiti sono iscritte al Patrimonio dell’umanità, e molti dei percorsi citati attraversano aree della Rete Natura 2000: restare sui tracciati, non raccogliere fiori, riportare indietro i rifiuti è un gesto dovuto. «Il panorama migliore è quello che non lasciamo rovinato dietro di noi», ricorda spesso una guida ambientale locale. Se vi attira l’idea di programmare più giornate in quota con lo stesso spirito, qui trovate idee su percorsi panoramici accessibili in Valle d’Aosta per alternare destinazioni senza alzare l’asticella della difficoltà.

Accoglienze e sapori: il dopo-sentiero

I borghi dolomitici sono anche tavole imbandite. Dopo una camminata breve, concedetevi una sosta in panificio o in osteria: casunziei, canederli, minestre d’orzo e formaggi di malga raccontano la relazione millenaria tra uomo e montagna. In molte località, le Pro Loco propongono calendarietti di eventi estivi: sagre di paese, mercatini di artigianato, visite guidate ai tabià. Una micro-esperienza che prolunga l’escursione e gratifica il territorio.

Un invito al passo lento

Camminare vicino ai paesi significa ridurre l’impatto, vivere le montagne in modo più realistico, incontrare chi abita questi luoghi tutto l’anno. Il panorama non è solo un orizzonte, è una relazione che nasce a velocità pedonale. Portate con voi curiosità e rispetto: salutate chi incrociate sul sentiero, preferite l’acqua dalle fontane ai contenitori monouso, scegliete, quando possibile, i mezzi pubblici per raggiungere l’inizio del percorso. I panorami da capogiro ringrazieranno anche domani.

Nicola Vassalli

Nicola è un appassionato di cammini lenti e vie storiche: ha percorso a piedi la Via Francigena dalla Toscana fino al Lazio, raccogliendo esperienze e incontri lungo la strada. Scrive dei migliori sentieri italiani, consigliando tappe, accoglienze tipiche e panorami meno noti alla maggior parte dei turisti.