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Sentieri costieri in Liguria meno frequentati: i tratti che i turisti saltano sempre

📅 7 Agosto 2026✍️ di Alessandro Ruggeri⏱️ 5 min di lettura

Se ami il mare ma non la calca, in Liguria puoi ancora camminare ascoltando solo il fruscio del vento e degli aghi di pino. Il punto è capire dove infilarti: i turisti affollano sempre gli stessi due o tre sentieri, lasciando liberi interi tratti di costa. Da guida cresciuta sui colli e oggi pendolare tra treni regionali e mulattiere, ti porto sui segmenti che la maggior parte salta, spiegandoti come sceglierli e quando percorrerli per trovarti davvero da solo, o quasi.

Perché cerchi i tratti che gli altri saltano

In estate la Riviera sembra un unico corridoio umano. Eppure la rete di percorsi segnati è vasta e spesso sottostimata. I tratti meno frequentati stanno tra due poli noti, oppure corrono più in alto della costa, con un accesso che scoraggia chi cerca l’immediato “wow” da cartolina. Se punti alla quiete, devi ragionare per segmenti: entrate laterali, stazioni locali, tempi ben scanditi.

Io faccio così: guardo la mappa, capisco dove va la massa, e cerco il varco subito prima o subito dopo. Funziona soprattutto lungo il Sentiero Verde Azzurro (SVA), nei raccordi tra borghi serviti dal treno e nei percorsi tutelati da Rete Natura 2000.

Criteri per scegliere il sentiero giusto

  • Accesso ferroviario: privilegia tratti con due stazioni alle estremità. In Liguria è spesso il fattore che ti salva la giornata.
  • Orario: parti prima delle 8 o dopo le 16. Le ore centrali concentrano sia calore sia gruppi organizzati.
  • Dislivello reale: 300 metri in Liguria possono essere più duri di 600 in Appennino, per fondo irregolare e scale ripide.
  • Esposizione e vento: con libeccio forte, scegli tratti più interni o alti; sulla falesia lo senti addosso.
  • Fondo e segnaletica: creuze in ciottoli lucidati richiedono suola scolpita; i bivi tra fasce coltivate possono confondere senza traccia GPX.
  • Servizi minimi: fontane e bar non sono scontati; porta sempre 1,5 litri d’acqua e una fascia parasudore.

I tratti meno battuti lungo la costa

Deiva Marina – Framura (SVA alto)
È il classico segmento che la maggior parte evita perché “troppo ripido”. Risultato: silenzio e macchia profumata tra scale e traversi panoramici. Distanza 7 km circa, dislivello ±350 m, fondo misto con gradoni e terra. Accesso ferroviario perfetto: stazione a Deiva e a Framura. Parti presto per avere luce radente sulle falesie; se viaggi in settimana, avrai spesso il sentiero per te.

Riva Trigoso – Punta Baffe – Moneglia
Un balcone naturale con l’antica torre di avvistamento e calette azzurre sottostrada. Distanza 9 km, dislivello ±400 m, tratti in cui la vegetazione chiude: maniche lunghe consigliate. Lo salta chi resta a Punta Manara: meglio così. Treno a Riva (Sestri Levante) e a Moneglia; rientro rapido. Se cerchi idee testate dalla gente del posto, dai un’occhiata a consigli di residenti su camminate costiere realmente tranquille per integrare questa tratta con varianti poco note.

Sori – Pieve Ligure Alta, tra creuze e fasce
Golfo Paradiso, ma senza la ressa di Camogli. Saliscendi su ciottoli antichi, muri a secco e scorci improvvisi sul mare. Distanza 6 km, dislivello ±300 m. Molti rinunciano al primo strappo: superalo con passo corto e la traccia scorre. Stazioni utili: Sori e Pieve Ligure (bassa, con rientro tramite scalinate). Perfetto nelle mezze stagioni.

Lerici – Fiascherino – Tellaro
Cartolina soft-focus: pinete odorose e passaggi a ridosso delle baie. È più calmo dei “big” delle Cinque Terre ma con lo stesso clima marino. Distanza 4,5 km, dislivello contenuto. Evita i weekend di agosto. Collegamenti in bus da La Spezia; in alta stagione valuta il rientro via mare se il vento è favorevole.

Noli – Capo Noli – Varigotti (Sentiero del Pellegrino)
Falesie bianche, grotte e il blu che si apre a ventaglio: uno dei cammini più scenografici del Ponente. Distanza 6 km, dislivello ±400 m, due passaggi un po’ esposti ma protetti. È famoso, sì, ma si svuota al mattino presto e in autunno. Rientro in bus lungo l’Aurelia.

Errori comuni che ti fanno perdere tempo

  • Partire tardi: ti becchi il caldo e i gruppi. In Liguria le 7:30 valgono oro, specie in estate.
  • Fidarti solo di una mappa smartphone: tra terrazzamenti e boschetti, il segnale cade. Scarica la traccia offline e porta cartaceo se non conosci la zona.
  • Ignorare le chiusure temporanee: frane e manutenzioni sono frequenti per via dell’Erosione costiera. Verifica gli avvisi comunali e dei parchi prima di partire.
  • Sottovalutare le scale: scendere mille gradini su ciottolo levigato senza bastoncini è la ricetta per ginocchia in fiamme.
  • Dimenticare il vento: con libeccio alcuni tratti su falesia diventano sgradevoli. Pianifica un’alternativa più interna.

Se fossi al posto tuo, ecco cosa farei

Hai un solo weekend? Punterei sabato su Riva Trigoso – Punta Baffe – Moneglia, partenza 7:45, pranzo al sacco in torre e rientro in treno entro le 15. Domenica farei Deiva – Framura, finendo con bagno e focaccia a Framura.

Viaggi con famiglia alle prime armi? Lerici – Fiascherino – Tellaro, mattina presto, soste frequenti, rientro in bus. Tieni come piano B Sori – Pieve Ligure, accorciando dove serve.

Se fotografi al tramonto, scommetti su Noli – Varigotti in autunno: luce radente su calcare e mare liscio. Ricorda frontale e giacca leggera per il rientro dopo il crepuscolo.

Per dormire, non scegliere a caso: cerca piccoli B&B in quota, meglio se raggiungibili a piedi dalla stazione. Qui trovi una selezione ragionata di alloggi con terrazza vista mare a prezzi accessibili, utili se vuoi svegliarti già con l’azzurro davanti e partire presto.

Checklist operativa prima di partire

  • Traccia GPX scaricata offline + mappa cartacea semplificata.
  • Orari treni/bus segnati per andata e rientro; sveglia entro le 6:45.
  • Scarpe con suola scolpita, bastoncini pieghevoli, cappello.
  • Acqua 1,5 litri, snack salati, frutta secca, piccolo kit vesciche.
  • Verifica meteo e avvisi locali su frane/chiusure il giorno prima.
  • Piano A e piano B: un tratto costiero e una variante più interna in caso di vento forte.
  • Rifiuti a casa: sacchetto personale, niente tracce lungo le fasce.

Alessandro Ruggeri

Alessandro è cresciuto tra le colline umbre, dove fin da ragazzo ha accompagnato gruppi escursionistici. Oggi si dedica a raccontare le sue avventure in treno e bicicletta attraverso l’Italia rurale, privilegiando mete ecosostenibili e soggiorni in agriturismo. Ama fotografeare paesaggi e condividere itinerari insoliti con i lettori.