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Dove camminare in Liguria senza folla: i percorsi che i residenti non pubblicano

📅 10 Agosto 2026✍️ di Alessandro Ruggeri⏱️ 5 min di lettura

La Liguria che trovi sulle riviste turistiche è solo una parte della storia. Mentre i flussi di visitatori si concentrano sugli stessi tre borghi colorati e sulle spiagge attrezzate, esiste un’altra Liguria: quella che i residenti percorrono da generazioni, quella dove il silenzio è ancora possibile e la natura non è stata addomesticata dal turismo di massa. Se stai pianificando una vacanza sulla costa ligure ma non vuoi ritrovarti schiacciato tra ombrelloni e selfie stick, allora questo articolo è per te. Perché quando conosci i criteri giusti per muoverti sul territorio, la Liguria svela angoli che la maggior parte dei turisti neanche immagina.

Il problema: quando il turismo di massa trasforma il viaggio in calvario

Cinque Terre, Portovenere, Camogli: questi nomi suonano come musica agli orecchi di chi ama il mare. Peccato che la realtà sia ben diversa. Durante l’alta stagione, questi posti respingono decine di migliaia di visitatori ogni giorno. Gli ultimi dati sul turismo italiano confermano che circa l’85% dei turisti che visita la Liguria si concentra in appena il 15% del territorio costiero.

Il risultato? Sentieri trasformati in autostrade pedonali, osterie dove non puoi manco trovare un tavolo, panorami incorniciati da spalle di altri turisti. E poi c’è il fastidio più grande: il senso che non stai vivendo un’esperienza autentica, ma partecipando a uno spettacolo già ampiamente preconfezionato e ripreso mille volte su Instagram.

Ti chiedo: quando è stata l’ultima volta che hai sentito il vento costiero senza il brusio di decine di persone intorno? Probabilmente non di recente, se hai seguito gli itinerari classici.

I criteri che i residenti usano per scegliere: lontano dagli accessi facili

Chi abita in Liguria sa bene come muoversi. E la prima regola non scritta è questa: evita i posti con parcheggio grande. I residenti lo sanno istintivamente. Se un luogo ha un parcheggio attrezzato da cento posti, è già compromesso.

Secondo criterio: cerca i sentieri che non hanno una stazione ferroviaria raggiungibile in pochi minuti. La ferrovia costiera è fantastica dal punto di vista paesaggistico, ma coincide esattamente con i percorsi più affollati. Le stazioni più piccole e poco pubblicizzate della costa offrono invece accesso a tracciati meravigliosi, perché richiedono un minimo di ricerca preventiva che la maggior parte dei turisti non vuole fare.

Terzo criterio: preferisci i versanti esposti a levante piuttosto che a ponente. Non è una questione estetica, è logica turistica. I turisti amano il tramonto, quindi si concentrano sulla costa occidentale. Il lato opposto è altrettanto bello, spesso più selvaggio, e dimenticato dai flussi principali.

Quarto criterio: in primavera e autunno, la Liguria è un’altra cosa. Giugno e settembre sono mesi di transizione dove il clima è ancora perfetto ma la pressione turistica cala notevolmente. Se puoi scegliere il periodo, evita luglio e agosto a meno che tu non voglia un’esperienza molto diversa.

I percorsi che i residenti non pubblicano (ma che funzionano davvero)

Partiamo dalla Val d’Aveto, nell’entroterra dell’Liguria. È un territorio di pascoli, faggi e ruscelli che pochissimi turisti conoscono. A pochi chilometri da Chiavari, sulla costa, puoi trovarti in un bosco silenzioso a 1200 metri di altitudine. Gli spazi sono ampi, i sentieri ben mantenuti dalla comunità locale, e il tasso di affollamento è quasi zero.

Poi ci sono i sentieri della zona di Portovenere che non vedrai menzionati nei blog di viaggio più comuni. Invece di seguire la strada costiera principale, puoi accedere ai tracciati che risalgono verso l’interno attraverso le frazioni minori. Il paesaggio è lo stesso—falesie, vegetazione mediterranea, vista sul mare—ma l’esperienza è radicalmente diversa.

Nel ponente ligure, la zona intorno a Diano Marina è sistematicamente sottovalutata. Non ha il fascino bohémien di Vernazza, è vero. Ma ha sentieri che ti portano su crinali con panorami a 180 gradi sul golfo, e li percorri in pace assoluta. I residenti di Diano lo sanno bene, ma non lo gridano ai quattro venti.

Gli anelli costieri meno noti offrono alternative credibili ai classici percorsi della Riviera, soprattutto se organizzi il tuo viaggio in bicicletta o a piedi lasciando l’auto parcheggiata.

Gli errori più comuni: come NON cercare i percorsi giusti

Primo errore: cercare su TripAdvisor. Non fraintendermi, è un tool utile, ma per le mete sconosciute è controproducente. Se è su TripAdvisor con migliaia di recensioni, è già sommerso da turisti.

Secondo errore: affidarsi solo alle guide cartacee o digitali tradizionali. Sono scritte per vendere mete attrattive. Per scoprire i percorsi secondari, devi fare ricerca locale: forum di escursionisti, gruppi Facebook regionali, persino vecchi blog abbandonati spesso contengono informazioni preziose.

Terzo errore: confondere “poco affollato” con “poco sicuro”. I percorsi che meno attraggono il turismo di massa spesso sono benissimo mantenuti dalle associazioni escursionistiche locali. Il punto non è trovare qualcosa di raro o pericoloso, è trovare qualcosa di bellissimo che la gente normale semplicemente non sa che esiste.

La soluzione: come scegliere davvero

Se fossi al posto tuo, farei così: prima del viaggio, contatta l’ufficio turistico locale della zona che ti interessa, non il punto informazioni generale. Chiedi ai responsabili non quali sono i percorsi più belli—lo sanno tutti—ma quali sono i loro percorsi preferiti personali. Avrai risposte completamente diverse.

Secondo: scarica le app degli escursionisti (Komoot, AllTrails con i filtri giusti) e cerca i tracciati con meno revisioni, non quelli più visti. Le foto della natura selvaggia di solito arrivano da percorsi poco noti.

Terzo: se puoi permetterti di stare qualche notte in un agriturismo dell’entroterra ligure, gli host locali sono miniere di informazioni. Conoscono i sentieri che funzionano davvero, quelli dove il tramonto è magnifico e non sei uno tra cinquanta turisti.

Checklist operativa: sei pronto per la tua Liguria autentica

  • Scegli due stagioni diverse da luglio-agosto per visitare: primavera o autunno hanno condizioni ideali
  • Identifica tre zone meno note (Val d’Aveto, interno di Diano Marina, frazioni minori di Portovenere)
  • Contatta localmente prima del viaggio: uffici turistici minori, associazioni escursionistiche, agriturismo
  • Evita parcheggi grandi: sono il primo indicatore di affollamento
  • Utilizza tracciati con meno di 5.000 visualizzazioni sulle app escursionistiche
  • Sposta il tuo base camp verso l’interno quando possibile: riduce i tempi di spostamento verso i veri tesori
  • Porta con te una mappa cartacea: a volte i sentieri meno noti non sono geolocalizzati perfettamente online

Alessandro Ruggeri

Alessandro è cresciuto tra le colline umbre, dove fin da ragazzo ha accompagnato gruppi escursionistici. Oggi si dedica a raccontare le sue avventure in treno e bicicletta attraverso l’Italia rurale, privilegiando mete ecosostenibili e soggiorni in agriturismo. Ama fotografeare paesaggi e condividere itinerari insoliti con i lettori.